Perché un viaggio fotografico in Islanda?

Ognuno ha una motivazione particolare per andare in Islanda. Quest’isola così a nord che a stento ci si ricorda che fa parte dell’Europa, è capace di cambiarci dentro.

Questo è il regno della natura, il luogo in cui ghiaccio, fuoco e montagne regnano incontrastate. Per chilometri e chilometri c’è solo un brullo nulla. I fiumi e la poca vegetazione dell’isola si rifiutano di essere addomesticati e di lasciare spazio all’uomo.

Nel corso dei millenni l’acqua ha plasmato questa terra, ha creato spettacoli potenti e maestosi. Tre sono le espressioni della natura islandese: le cascate, i ghiacciai e le montagne, foss, jokul e fjall.

Nelle cascate si riconosce una forza antica, capace di sgretolare il tempo e levigare le rocce. Nei ghiacciai invece si vede il lento scorrere del tempo. Gli iceberg si sciolgono lentamente, una goccia alla volta fino a lasciarsi andare in placide lagune.

Nelle cascate si riconosce una forza antica, capace di sgretolare il tempo e levigare le rocce. Nei ghiacciai invece si vede il lento scorrere del tempo. Gli iceberg si sciolgono lentamente, una goccia alla volta fino a lasciarsi andare in placide lagune.

E le montagne? Di solito sono solitarie, si innalzano dal mare o emergono dalla terra con una forza maestosa. Da migliaia di anni immobili, resteranno immutate ancora per generazioni.

In Islanda l’unica cosa che cambia in fretta è il clima. Il cielo islandese è spesso carico di nuvole, ma la pioggia non è mai troppo aggressiva e lascia subito il posto a cascate di arcobaleni, anche due, tre insieme.

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Il Kirkjufell all’alba durante un viaggio fotografico in inverno

Ma lo spettacolo più bello dei cieli ci viene regalato durante l’inverno artico: appena cala il sole, il cielo comincia a tingersi di pennellate verdi. È l’aurora boreale. Questo strano fenomeno ci affascina da secoli, ci rapisce e ci spinge a andare alla sua ricerca nelle zone più impervie del mondo.

L’Islanda è emozione pura, visitarla significa entrare in comunione con la natura, con l’anima della terra, lasciando a casa tutto il superfluo che ci portiamo addosso.

Ma da dove inizierà il nostro tour fotografico in Islanda?

Atterreremo all’aeroporto di Keflavik, una cittadina di appena 8.000 abitanti, sulla costa ovest dell’Islanda. Saliremo subito sul nostro mezzo e partiremo alla volta di Vik.

Dal finestrino comincerà a delinearsi quello che sarà il paesaggio che si estenderà davanti ai nostri occhi per i giorni successivi: una strada solitaria che attraversa il nulla. Ma un nulla meraviglioso e infinito, irresistibile da fotografare. Un tour fotografico in Islanda è un modo per rivoluzionare il proprio stile di fotografia: se abbandoneremo gli scorci più inflazionati, cominceremo a farci osservare dal paesaggio, a farci ascoltare dalle cascate e le fotografie saranno un modo per tradurre le nostre emozioni in qualcosa di comprensibile e assolutamente originale.

Giunti a Vik, incontreremo uno dei luoghi più interessanti dell’Islanda. La spiaggia nera. Formata dallo sgretolarsi di rocce vulcaniche, questa spiaggia color ebano si intervalla a scogliere a strapiombo sul mare e a faraglioni immersi nella nebbia. Ma oltre al colore, questa spiaggia ci regalerà un altro prezioso fenomeno. Lungo le scogliere, si alza un oceano di colonne di basalto perfettamente scolpite.

Dopo qualche scatto classico sulla spiaggia di Reynisfjara, andremo in cerca di scorci meno inflazionati, non da cartolina, come per esempio il ghiacciaio Solheimajokull nei dintorni di Skogar. Ci addentreremo in crepacci dalle pareti di ghiaccio e lì il nostro sguardo potrà viaggiare su un’infinita distesa di bianco.

Spostandoci più est di Vik, verso Hali e Hofn, la natura si farà sempre più aspra e il nostro sguardo sarà catturato da sconfinate distese vulcaniche dove s’innalzano montagne solitarie.

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L’arco di Dyrhólaey nel Sud dell’Islanda all’alba

La prima notte islandese sarà un’esperienza surreale. L’aurora colorerà il cielo notturno con onde verdi, pennellate luminescenti che brillano nei nostri occhi. Sarà magia? Qualcosa di molto simile. Proveremo a seguire con lo sguardo l’aurora, ma si perderà all’orizzonte confondendosi con il mare da una parte e la terra dall’altra, perché in Islanda non esistono barriere.

A mano a mano che proseguiremo verso est cominceranno a comparire muschio e fiumi. A est si aprono profonde valli e i fiumi scorrono verso il mare intrecciandosi come vene. Ma appena più nord l’acqua cambia stato e compone il grande cuore di ghiaccio dell’Europa, il Vatnajokull, il ghiacciaio più esteso del vecchio continente. Questo maestoso re di ghiaccio è formato da fiumi e cascate silenziose, congelate mentre scorrevano sulle rocce. Lo ammireremo dalla laguna di Jokulsàrlon. Soffermarsi davanti a questa potenza immobile, fermarsi, allinearsi al suo tempo, sarà una fuga dalla realtà. Il suo silenzio sarà pesante, assorbirà la negatività, ci inviterà a lasciarci andare ai nostri sogni perché in quel momento la cosa più importante della nostra vita sarà solo scegliere il punto migliore dove piantare il nostro cavalletto.

L’Islanda è una terra per solitari, e anche se il nostro è un viaggio di gruppo, ci saranno momenti dove ci sarete solo voi e il ghiaccio, voi e la roccia, voi e l’aurora boreale. Perché di fronte a tanta bellezza sentirete che qualcosa dentro di voi sta cambiando.

Dopo Hofn torneremo indietro, sempre lungo la Ring Road, l’anello di asfalto che percorre la costa islandese, per dirigerci verso Grundarfjordur.

Su questa penisola andremo a caccia dell’aurora boreale più bella dell’Islanda, quella del monte Kirkjufell.

Questa montagna s’innalza dal mare come un enorme vortice di terra, bloccato in un istante ma ancora carico di forza centrifuga. Dopo il calar del sole, i fiumi iridescenti solcheranno il cielo avvolgendo il monte in vortici di luce. Ci prenderemo tutto il tempo che ci servirà per osservare e comprendere questo fenomeno. Sarà il sogno di ogni fotografo.

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La laguna di Jokulsarlon durante un tramonto invernale

Sulla costa ovest dell’isola visiteremo il parco naturale di Snaefellsness, dove Jules Verne colloca l’entrata verso il centro della Terra. Abbandoneremo il ghiaccio per ritrovare il mare. Le scogliere di questa penisola sono punteggiate di fari, baluardi della civiltà a guardia della natura. Queste piccole costruzioni umane, spesso si rivelano essere tra i soggetti più interessanti per una fotografia.

Proseguiremo il viaggio fotografico dirigendoci verso alcuni luoghi fuori mano, allontanando anche quei pochi turisti solitari incontrati durante il viaggio. Incontreremo montagne battute dal vento, scogliere scavate dal mare e piccoli puffin, pulcinella di mare, che ci sembreranno troppo delicati per vivere in quel territorio.

Salutati dai puffin, torniamo sui nostri passi, carichi di emozioni, ricordi e conoscenze nuove.

Il nostro viaggio fotografico in Islanda si concluderà all’aeroporto di Keflavik, e da lì saluteremo l’isola, una terra che ci ha regalato tanto, dove un ghiacciaio ci ha ricordato quali sono le cose più importanti, dove un fiore cresciuto in mezzo alla lava ci ha mostrato quanto potremo essere forti.

E una volta tornati a casa, ricomposto il turbine delle nostre emozioni, le fotografie collezionate saranno il nostro ricordo più prezioso. Foto che solo noi avremo potuto scattare, foto che hanno catturato il paesaggio ma che ritraggono anche noi stessi. Perché in quel momento eravamo un tutt’uno con la natura.

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Il monte Vestrahorn illuminato dall’Aurora Boreale in una notte invernale