Viaggio nell’America nascosta fra Oregon e Washington

I 5 luoghi che ti cambieranno per sempre

La fotografia per me è il regno che mi permette di vedere il Mondo con gli occhi dell’anima. Alla scoperta di una natura incontaminata, che ti rapisce e ti interroga.

Tornato da un viaggio sento sempre di non essere più lo stesso, di essere profondamente cambiato, più consapevole e attento ad ogni più piccola forma di bellezza.

In questo mio diario di viaggio vorrei portati con me nella maestosità dell’America, quella incontaminata, che tocca lo stato dell’Oregon e di Washington. Un viaggio che è immersione primordiale, fra foreste pluviali, laghi e cascate che tagliano la roccia.

Se sei pronto al vento in faccia, al fango e a restare senza fiato, partiamo alla scoperta dei cinque luoghi in cui la realtà diventa sogno, ma preparati perché al ritorno da questo viaggio nemmeno tu sarai più lo stesso.

1) Hoh Rain Forest

Siamo nel Parco nazionale di Olympic, all’interno dell’Hoh Rain Forest e i sentieri mi conducono in luoghi spettacolari, fra gigantesche conifere, che mi avvolgono come in un immenso abbraccio.
Un abbraccio fatto di profumo di muschio e di felci che mi fanno il solletico.

Qui il clima è stranamente temperato, perché le fronde degli alberi ci fanno da coperta e ci riparano dai venti freddi.

Sollevo gli occhi al cielo, qualche goccia cade dagli alberi, il cielo è completamente coperto da un fitto soffitto fatto di rami che s’intrecciano. Quello che mi lascia senza parole è la luce. La luce che filtra e si fa spazio di foglia in foglia per illuminare il mio cammino.

La foresta è meravigliosa con questa luce, inizio a scattare, perché non voglio dimenticare queste emozioni.

Intorno a me è pieno di piccoli ruscelli che scorrono nascosti dalla verdissima vegetazioni.

Muschi color smeraldo hanno ricoperto ogni cosa e non resisto alla tentazione di toccarli. Sono talmente soffici che mi sembrano un elegante tappeto, che l’uomo non potrebbe mai riprodurre in maniera così perfetta.

Rapito da ogni cosa non mi accorgo del tempo che scorre, e che mi accompagna ad ogni passo in un mondo sempre più verde, di cui io sono solo un piccolo ospite al cospetto di questi alberi secolari.
Devo stare attento alle loro radici, sembrano quasi sul punto di afferrarmi e trascinarmi via.

In questo mondo magico ti immagini folletti nascosti ad osservarti sotto un tappeto di trifoglio, e subito pronti a fare festa non appena ti sarai allontano. Le creature dei boschi sono timide e non vogliono farsi scoprire così facilmente, quindi lasciamoli a far festa e proseguiamo il nostro viaggio.

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La foresta pluviale all’alba

2) Crater Lake

Qui i venti si fanno più gelidi e le rocce più aspre, il nostro viaggio prosegue a Crater Lake, un lago di origine vulcanica situato nello Stato dell’Oregon negli USA, il lago più profondo degli Stati Uniti.

Salgo sulla vetta più alta perché non voglio perdermi la vista di queste acque cristalline, che si fanno spazio fra gli insediamenti rocciosi.

Ammiro a 360° questo incredibile paesaggio, Crater Lake non ha affluenti e riceve l’acqua soltanto dalle piogge e dallo scioglimento della neve, è grazie a questo, che il suo colore è di un blu intenso e che lo rende unico.

Respiro quest’aria così pulita e profonda, che ti entra dentro e ti fa sentire in piena sintonia con questo incredibile paesaggio.

Il blu profondo del lago, accostato al cielo regala un’assoluta perfezione fotografica e io mi crogiolo in tanta bellezza.

Mi godo le ore del tramonto, questo silenzio che fa vagare la mia mente e provo ad immaginare queste montagne anche ricoperte di neve e vorrei essere un falco per poterle sorvolare in ogni stagione.

Il mio sguardo poi è attirato nuovamente dal cono che si erge al centro del lago, una punta di roccia che vuole farsi strada verso il cielo e che spicca in mezzo a tanto blu, come una piccola isola impertinente, che vuole tutte le attenzioni su di sé. Il mio obiettivo non resiste e l’accontenta, in fondo esiste un posto tanto unico come questo?

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Crater Lake al tramonto

3) Le cascate nascoste dello Stato di Washington lungo il Columbia River

Adoro il rumore delle cascate, il loro suono fragoroso e dirompente per me è inebriante.

Mi sembra che la natura voglia farsi notare in tutta la sua forza, voglia far sentire la sua voce e quando cammino fra i boschi inseguo sempre questo richiamo.

Nello stato di Washington, lungo il Columbia River la magia di questo suono mi cattura completamente.

Quando sei vicino ad una cascata, la tua voce è coperta da tanto fragore e tu puoi solo restare in ascolto, è questo il momento che preferisco. Non ho bisogno di parole, non mi servono, devo solo essere capace di ascoltare e catturare quei momenti con la mia macchina fotografica per poterli rivivere una volta tornato a casa.

L’acqua è vita, è l’elemento fondamentale per la sopravvivenza sulla Terra, l’acqua è nutrimento per il terreno, per le piante e ogni albero sembra ringraziare questa forza dirompente, che nutre e fa diventare il verde così rigoglioso.

Guardo la luce che si riflette nell’acqua e crea splendidi arcobaleni e riflessi di infinite fantasie poliedriche. Mi immagino di immergermi in tutti quei colori, come se potessero riempirmi di nuova energia, quella che mi serve per innamorarmi ogni giorno di questa vita, che ha così tante cose da offrirci.

Così con la stessa forza delle cascate io cerco di scoprire ogni luogo nascosto di questo splendido Stato di Washington e cammino fino a che non  mi fanno male le gambe verso una nuova meta.

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Una delle cascate più scenografiche al tramonto

4) Shi shi Beach

Raggiungere Shi shi Beach non è una passeggiata, occorre verificare il meteo, avere scarponi resistenti, camminare senza perdere l’equilibrio, fra rocce e fango. Superare salite e scalare scogliere, ma quando arrivi alla meta ti accorgi di essere in un luogo totalmente sospeso nel tempo.

Ammetto che all’arrivo su questa spiaggia per un momento mi è mancato il fiato, sembra quasi di essere su un altro pianeta, un pianeta fatto solo di roccia, acqua e una luce mistica.

Mi fermo per un attimo a sentire l’odore di salsedine, il rumore dell’oceano e le onde che si fanno strada di roccia in roccia. L’acqua cerca di occupare ogni piccolo spazio e pare voglia portarti con sé. Il mare vuole cullarti con il suo ritmo incessante ed io non so resistergli, il suo rumore sempre uguale mi dà sicurezza, mi fa sempre sentire a casa.

Nascosti dalla superficie dell’acqua ci sono mondi magici, fatti di piccoli esseri viventi, di forme e colori differenti, che restano nascosti alla nostra vista e le rocce che s’intagliano all’orizzonte sembrano i loro guardiani. I guardiani di un mondo sotterraneo e nascosto, che io posso solo immaginare.

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Shi Shi Beach al tramonto

5) Samuel H. Boardman

Il Samuel H. Boardman, è a pochi chilometri dal confine con la California, qui le scogliere e il mare creano infinite insenature. Scorci fotografici da catturare ad ogni singolo passo.

Le rocce scure sono sempre più frastagliate, si ergono in mezzo al blu del mare, ricoperte da abeti rossi, che crescono anche sulle cime più impervie.

Il fragore delle onde che sbattono contro la roccia è forte e incessante, qui la natura è sempre più selvaggia e brusca, non vuole intrusi, non vuole l’uomo a modificarla. Qui tutto è regolato dalle sue leggi e devi fare attenzione agli stretti sentieri.
Ma se sarai capace di farti largo fra le fredde scogliere potrai goderti gli strapiombi sull’Oceano, in tutta la loro maestosità.

Anche la nebbia gioca ad insinuarsi in ogni anfratto insieme alla luce, ma al tramonto tutto si tinge d’oro e io resto completamente rapito e mi godo queste ultime ore di sole.

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Il caratteristico panorama del parco Samuel H Boardman

Una volta tornato a casa, riguardo ogni foto scattata durante queste cinque incredibili mete, fra lo stato dell’Oregon e di Washington. Mi attraversa un brivido lungo la schiena per i tanti sentieri percorsi e ancora una volta penso che la natura sia dannatamente stupefacente in ogni sua sfaccettatura.

Custodisco gelosamente la mia collezione di attimi indimenticabili, ma con la voglia di condividerli e raccontarli ancora e ancora, per mantenere sempre vivo questo ricordo.

Ora non ti resta che partire!