Viaggio Fotografico in Bretagna: i Fari

Dove la terra finisce

Finisterre, dove la terra finisce. Un nome semplice ma che lascia spazio all’immaginazione. Cosa c’è oltre il confine della terra? Si può andare oltre?
La Bretagna è l’ultimo lembo di terra francese prima del grande oceano. È una terra aspra, solitaria, intrisa di suggestioni date dal suo passato celtico e dalla sua natura primitiva.
La terra, mano a mano che si inoltra nel mare, si assottiglia sempre più, si sgretola in promontori, faraglioni e isolette solitarie, coriandoli di continente.
Gli abitati del Finisterre bastano a loro stessi. Vivono di pesca e allevamento di montoni, commerciano granchi e aragoste. Sono legati alla loro terra, sono cresciuti con il sapore del mare in bocca.

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Il faro di Ouessant

Ouessant

L’arcipelago di Ouessant, un gruppo di isole frastagliate che si sfaldano tra le onde, è il punto più estremo della Francia. Solo due di queste isole sono abitate: Ouessant, la più grande, quella che dà il nome all’arcipelago e Molène. Ed è proprio a Ouessant che siamo andati. Ouessant e i suoi fari sono l’ultimo baluardo umano prima del grande oceano che separa l’Europa dall’America.

Lassù il mare è carico di rabbia, spesso infuria come una gorgone, aggredisce le coste e spazza via ogni cosa. I bretoni hanno eretto una cintura di fari intorno alle isole per aiutare i navigatori impavidi che decidono di affrontare il mare. I fari di Kéreon, della Jument, di Nividic, e di Créac’h sono i guardiani coraggiosi di Ouessant. Tre poggiano i piedi direttamente nel mare, uno, quello di Créac’h compie la sua guardia dalla terra. Si distingue per la sua decorazione a strisce bianche e nere mentre gli altri, battuti dal vento e dall’acqua salata, sono costituiti di pietra nuda.
La loro battaglia è contro le tempeste, contro la nebbia, contro le onde.

Vengono inghiottiti dal mare, l’acqua si infiltra tra le loro pietre, ma sempre riemergono.
Sempre fieri, sempre vittoriosi. Le loro luci brillano nella notte, sono una sicurezza, dopo la tempesta; saranno sempre lì, tutto tornerà come prima.

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La costa della Bretagna

E le fotografie?

Difficile catturare l’anima sfuggente della Bretagna. Un viaggio fotografico in questa regione della Francia sarà irto di rocce, scogliere e tramonti sfuggenti. Ma sempre i fari e l’acqua saranno al centro delle nostre fotografie. Non sempre riusciremo a trovare la composizione perfetta, non sempre scatteremo al momento giusto, ma sempre ci ricorderemo di Petit Minou, il faro in fondo al sentiero di roccia, il faro che guarda verso il mare. E cosa resta di un viaggio fotografico in Bretagna? La consapevolezza del nostro essere di passaggio.

Questa terra sarà sempre così, sempre uguale a sè stessa. I fari sono costruiti con la sua roccia e resisteranno per qualche centinaio di anni. Il mare continuerà ad infuriare selvaggio, le onde continueranno a infrangersi contro le coste bretoni.
E noi? Oggi siamo qui all’estremo margine della Francia, un luogo inospitale. Ma domani chissà dove saremo, di sicuro qui non possiamo restare.

Ci sono solo 660 abitati a Ouessant, il resto è dominio del mare.

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L’isola di Ouessant

Ora non ti resta che vivere questa avventura...